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Provincia di Pesaro e Urbino
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Chiesa Santa Maria delle Grazie

Officiata dai Padri Servi di Maria, il cui Ordine risale al 1233 e che abitano nel retrostante convento, la chiesa, connessa con le origini dell'insediamento francescano pesarese, venne consacrata a San Francesco nel 1359.

Ordine e chiesa di San Francesco furono particolarmente prediletti dai Malatesta, che durante la loro signoria sulla città di Pesaro favorirono gli ordini "mendicanti" di San Francesco, San Domenico e Sant'Agostino, che vennero a stabilirsi entro le mura.

Pandolfo II Malatesta, signore di Pesaro dal 1355 al 1373, fu promotore di vasti lavori di ristrutturazione e abbellimento dell'intera chiesa di San Francesco, compreso - probabilmente - anche il rifacimento del portale, databile tra il 1356 e il 1373, anno della morte di Pandolfo.

La chiesa di San Francesco subì vari rifacimenti già nel Cinquecento: nel 1503 fu distrutto dalle artiglierie del duca Valentino il campanile, assieme a quello della Cattedrale.

Nel Settecento la chiesa subì una radicale trasfromazione sia all'interno, risolto in una tipica chiesa conventuale piena di stucchi e di colonne marmoree, sia all'esterno, come testimonia l'ampia e scalza facciata settecentesca in cotto su cui spicca - unico superstite dell'oroginaria chiesa malatestiana - il mirabile portale gotico del medesimo stile dei portali delle chiese di Sant'Agostino e di San Domenico, per quanto diversi nella parte ornamentale.

Gli ornati portali tardo-trecenteschi che arricchiscono la facciata delle chiese dei tre ordini religiosi - francescano, domenicano e agostiniano - insediatisi a Pesaro nel corso del Duecento, sono gli unici notevoli monumenti scultorei pesaresi d'età romanica e gotica giunti sino a noi.

Il portale della chiesa di San Francesco, in pietra bianca e marmo rosso di Verona, è generalmente considerato il più antico, assemblato in tempi diversi e con parti stilisticamente disomogenee. L'esemplare restauro ultimato nel 1994 ha permesso il recupero della tonalità e bicromia originale, frutto del gioco cromatico del marmo bianco alternato con pietra rosa.

La chiesa ha assunto l'attuale dedicazione di santuario della Madonna delle Grazie nel 1922, quando vi è stata trasferita la venerata immagine della beata Vergine delle Grazie, fino allora conservata nella chiesa dei Servi che sorgeva nel piazzale Matteotti, sull'area dello spiazzo antistante il fabbricato del liceo classico "Terenzio Mamiani": edificata dai Serviti nel 1481, fu soppressa e demolita nel 1922 da un insano piano regolatore.

Il tradizionale culto della Vergine delle Grazie fu allora trasferito nella vicina chiesa di San Francesco che, mutando il nome in santuario della Madonna delle Grazie a seguito della traslazione della tavola della Beata Vergine dipinta dal pittore fanese Pompeo Morganti nel 1545, è divenuta sede della liturgia e devozione mariana.

L'interno ha tre navate e nove altari, con dipinti dei sec. XVI-XIX.

Vi sono conservate anche sue arche sepolcrali in pietra a marmo: quella della Beata Michelina Metelli, terziaria francescana morta nel 1356, fu fatta costruire da Pandolfo II Malatesta per lo scioglimento di un voto fatto nello stesso anno per uno scampato naufragio. L'arca di Paola Orsini, seconda moglie di Pandolfo II Malatesta, morta nel 1371, fu commissionata dal marito, che sopravvisse alla moglie due anni.

La chiesa era nel Trecento e Quattrocento ricca di cicli affrescati, di cui è rimasta testimonianza attraverso frammenti di pitture rinvenuti sulle pareti e sui pilastri.

Indirizzo

Chiesa santa Maria delle Grazie via San Francesco 61121 Pesaro
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