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Turismo.pesarourbino.it
Provincia di Pesaro e Urbino
Sito in fase di aggiornamento a seguito del riordino delle Province (L. 56/14 e L.R. Marche 13/15)

Antiquarium Pitinum Mergens

La villa rustica di Colombara

L’Antiquarium “Pitinum Mergens” offre al visitatore l’opportunità di conoscere dettagliatamente struttura, funzioni e materiali tipici di una fattoria romana fra età repubblicana e primi secoli dell’impero. Fra il 1995 ed il 1997 campagne di scavo in località Colombara (Acqualagna), condotte dall’Università di Urbino in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica per le Marche, hanno portato alla luce i resti di una fattoria romana (villa rustica), edificata in età repubblicana e vissuta, con alterne vicende, fino alla tarda età imperiale. La villa di età repubblicana, sorta nel II sec. a.C. e andata distrutta per incendio nel secolo successivo, presentava un ampio cortile porticato (peristilio), attorno al quale si disponevano, probabilmente su due piani, gli ambienti destinati ad abitazione, alla lavorazione ed allo stoccaggio dei prodotti agricoli, al deposito di attrezzi. L’edificio era costruito con blocchi di pietra calcare locale (scaglia rossa del Furlo) di forma parallelepipeda lavorati con una certa cura, infatti la superficie esterna è bugnata e contornata da una fascia liscia, mentre le colonne del portico erano in travertino del monte Nerone. La copertura, sorretta da una trabeazione lignea, era in tegole e coppi; la pavimentazione alternava la terra battuta a più solide strutture in mattoncini a spina di pesce o in cocciopesto. Fra i materiali recuperati, relativi alla vita quotidiana nella villa, si segnalano numerosi contenitori (dolia e anfore) tipici dei magazzini, alcuni dei quali recanti ancora resti di granaglie e di legumi; numerosi attrezzi agricoli (accette, coltelli, cunei, falci, finimenti equini, recipienti in ferro). Sul  lato Sud, solo parzialmente indagato,  è stato riconosciuto un ambiente destinato alla tessitura (ambiente del telaio). Assieme alle probabili tracce del telaio e del suo supporto lapideo vi si sono recuperati numerosi pesi trapezoidali destinati a tendere i fili dell’ordito, un ago da telaio in osso, un rocchetto, grossi contenitori per filati. Subito dopo l’incendio, sulla medesima area, si impianta la fattoria di epoca imperiale, che solo in piccola parte, si sovrappone alle strutture architettoniche precedenti. I materiali da costruzione, salvatisi dal crollo causato dall’incendio, come tegole e pietre vengono reimpiegati e vengono costruiti nuovi vani, che solo su un lato occultano quelli più antichi, interrati ad una quota inferiore di circa mezzo metro. In conclusione si può sottolineare che dallo scavo di Colombara è emersa una villa di grandi dimensioni, collocata in una posizione ideale all’esercizio delle attività agricole, che soprattutto nella sua seconda fase edilizia di età imperiale si occupa  di coltivazioni tipicamente mediterranee, quali la vite e l’ulivo con conseguente produzione di vino e olio.

"Antiquarium Pitinum Mergens"

Gli oggetti di vita quotidiana, gli arnesi agricoli e quant’altro venuto alla luce nella villa rustica di Colombara, presso Acqualagna, sono qui esposti assieme ad un’ampia documentazione sul territorio attraversato dalla Flaminia in età romana, sulla città scomparsa di Pitinum Mergens, sulle vicende costruttive della fattoria, sulle modalità con cui essa è stata riportata alla luce. L’Antiquarium Pitinum Mergens è diviso in 5 sezioni: la sezione I descrive il territorio in età romana e pone  particolare attenzione al ruolo avuto dalla Flaminia quale asse di penetrazione per la conquista militare e la colonizzazione. Due grandi pannelli posti ai lati della sala illustrano l’intero percorso della strada consolare da Roma ad Ariminum (Rimini), secondo quanto riportato nella Tabula Peutingeriana, e il tracciato seguito all’interno dell’attuale provincia di Pesaro e Urbino evidenziando anche la distribuzione del popolamento nell’intera area. Un terzo pannello rappresenta una tavola marmorea in cui è riportata una iscrizione onoraria dedicata a C. Sagurus Priscus nominato Patrono del Municipio, l’iscrizione permette di conoscere alcuni dati significativi sulla città scomparsa di Pitinum Mergens. Nel passaggio alla seconda sala, sulla destra, è stata collocata una grande vasca in pietra, che è incorniciata in alto e in basso da una modanatura presente sia sul lato anteriore, dove si nota anche una tabella ansata priva di iscrizioni, sia ai lati; la parte posteriore della vasca non è lavorata e presenta sull’orlo segni di grappe in ferro. Sopra la vasca un pannello descrive il territorio di Pitinum Mergens, evidenziando l’area un tempo occupata dalla città e le località dove si sono registrati i principali ritrovamenti. La sezione II riguarda i materiali dell’età del ferro. Il luogo su cui sorse agli inizi del II secolo a.C. la Villa Rustica di Colombara presentava varie caratteristiche che lo rendevano particolarmente adatto all’insediamento umano: una sorgente di acqua perenne; la posizione leggermente rialzata sulla valle del Candigliano; la vicinanza di strade e tracciati viari tra cui spicca la Flaminia. Per questi motivi il luogo fu scelto precocemente dall’uomo, come attestano i materiali dell’età del ferro esposti nelle vetrine. Si possono ammirare alcuni vasi d’impasto, fra cui segnaliamo alcune olle ad orlo estroflesso e piede piano. Di notevole importanza anche il rinvenimento di una testa di statuetta fittile a carattere votivo, da collegare ad un’area santuariale come attestano anche alcuni vasetti miniaturistici votivi,databili al VI sec. a.C.. Particolarmente interessante è stato il ritrovamento, in questo sito, di un pendaglio piceno in bronzo, che gli esperti dicono risalire quasi sicuramente al VI o VII sec. a.C., per cui è di fondamentale importanza per stabilire che sul luogo dove poi sorgerà la villa rustica già nel VII sec. a.C. l’uomo aveva posto il suo insediamento. La sezione III E’ interamente dedicata agli scavi che hanno consentito di riportare alla luce i resti di un’antica  Villa Rustica in località Colombara, al margine dell’attuale abitato di Acqualagna, in particolare vengono prese in considerazione le fasi, le tecniche ed i materiali costruttivi della villa stessa.  L’allestimento è in parte ancora provvisorio ma comunque evidenzia in modo efficace quella che doveva essere la vita quotidiana in un insediamento rurale di età romana, sia per l’accuratezza e la chiarezza espositiva, sia per la rilevanza storico-archeologica dei reperti.  Fra questi ultimi prevalente è l’uso dei laterizi dei quali si offre una campionatura nelle vetrine. Sulla parete di fondo un grande pannello propone una ricostruzione della planimetria della Villa, la cui “lettura” è facilitata anche dal vicino plastico in scala. La sezione IV è dedicata all’esposizione dei reperti della villa, tra cui segnaliamo: vasellame da mensa a vernice nera (boccali, pissidi, ollette, patere e coppe) fra cui spicca una patera frammentaria con il nome MVSICVS graffito sulla parte esterna; vasi a parete sottile (fanno parte di questa categoria i bicchieri a parete sottili, che a Colombara sono rappresentati da un tipo di contenitore ovoide, con orlo estroflesso, databile al I secolo d.C); vasi in ceramica comune (fra i materiali in esposizione si noti il fondo con la scritta HILARVS, tracciato prima della cottura del vaso); monete di epoca romana; oggetti per toilette, ornamento, gioco; appliques ed anse in bronzo (di particolare rilievo l’ansa bronzea orizzontale con attacchi a foglia di vite e l’ansa verticale con testina nel punto di attacco inferiore, ambedue appartenevano a vasi bronzei di notevole livello); lucerne (molte delle quali appartengono al gruppo  detto “biconico dell’Esquilino”, si noti anche l’esemplare a becco triangolare con la firma C. CASSI alla base del becco). La V sezione è dedicata alla ricostruzione del telaio. La presenza di un telaio verticale fra gli strumenti da lavoro della villa rustica di Colombara è attestata dai numerosi pesi trapezoidali in terracotta e dai rocchetti , rinvenuti in uno degli  ambienti della villa. Il telaio verticale è composto da una struttura lignea nella quale i fili verticali (l’ordito) vengono tesi con dei pesi in terracotta o in piombo; mentre quelli orizzontali (la trama) vengono intrecciati ai primi con l’aiuto di una spatola o navetta. Un pettine poi serve per serrare tra di loro i fili della trama. Il telaio è stato qui ricostruito utilizzando come pesi quelli originali rinvenuti dallo scavo della villa. Nelle due vetrine sono esposti materiali utilizzati per la filatura e per la tessitura: fuso in osso e fusarole in terracotta; pesi in pietra; rocchetti; aghi( frammentari) da telaio in osso.

Sezione d'Arte Contemporanea

Mostra Fotografica Permanente:“Tra Visibile ed Invisibile”

La raccolta che si può ammirare in questa mostra è costituita da 48 opere realizzate da  8 fotografi  e precisamente: Gianni Berengo Gardin, Loriano Brunetti, Enzo Carli, Giorgio Cutini,  Marco Melchiorri, Paolo Mengucci, Massimo Renzi e Sofio Valenti. Tutti gli autori aderiscono al Manifesto “Paesaggio di frontiera” del Centro Studi Marche di Senigallia.  L’indagine svolta dagli otto fotografi nel Comune di Acqualagna si colloca nell’ambito di un progetto di cultura fotografica e ambientale volta a promuovere la città ed il territorio, tra presente e memoria storica. Il territorio di Acqualagna è stato ritratto nella sua quasi globalità  e si vede come sia ancora integro e come i suoi abitanti siano ancora legati a certe tradizioni e valori tramandati dai loro padri. Gli artisti, oltre che a ritrarre la città, i suoi riti e la sua gente ( il visibile), cercano di portare alla luce ciò che si cela sotto le apparenze: la storia, l’identità, i caratteri del fiume, del borgo, dei volti ( l’invisibile).

Mostra  permanente:“Donazioni Luigi Campanelli-Antonio Porcelli-Oscar Piattella”

In questa sezione, dedicata alla pittura e alla scultura contemporanea, si possono ammirare 8 opere di Luigi Campanelli, e precisamente 5 quadri di piccolo formato e 3 di grande formato, che vanno dal 1989 al 2007; alcune di queste opere sono catalogate nel  catalogo di due mostre personali  svoltesi a Roma, dal titolo “TANDEM - Sentimento della Memoria” del 2009. Per quel che riguarda Antonio Porcelli si possono ammirare 2 opere e precisamente un grande dittico pittura con brillantini dal titolo “FINESTRA ROSSA” del 1985/86 ed una scultura dal titolo “MOBILE BLU” anch’essa  datata 1985/86. Per la  donazione  Oscar Piattella, si può ammirare l’opera dal titolo “UN’OMBRA” del 2013, che possiamo trovare a pag. 37 del catalogo “IL COLORE CHE SI DENUDA” a cura di Catia Monacelli.

Mostra di Scultura permanente “Astrazione/Empatia” Pietra  d’Autore ed Ecodesign

La mostra “Astrazione/Empatia”, promossa dal Comune di Acqualagna, vuole essere l’inizio di un percorso di crescita e di confronto tra più livelli di conoscenza e progettualità, al fine di promuovere la creatività e la tradizione dei laboratori artigianali della pietra. L’idea alla base di questo progetto è quella di promuovere la produzione della pietra che partendo dalla tradizione storica della lavorazione della pietra rosa delle cave del Furlo arrivi a costituire una identità, un valore aggiunto per questo territorio e le sue attività. Le otto opere  di arte contemporanea e designer in pietra, esposte in questa sezione e realizzate dai laboratori di Acqualagna, sono pensate per un arredo di qualità sia di interni che di spazi esterni, e non solo per le esposizioni museali.

Elenco opere:

Nome Opera

Designer

Azienda realizzatrice

ATLANTE

Filippo Bondi

Bilancioni marmi srl

ALMA

Massimiliano Tontini

Secam srl

STELE

Annalisa Simone/Francesco Palazzetti

Bartoli & Ottaviani

PAESAGGIO

Annalisa Simone

AS caminetti

LOGOS

Agnese Peccini

Grilli caminetti

MACINA

 

Orlandi Vinicio

OVALE

Annalisa Simone/Francesco Palazzetti

Castellucci & C.

UP

Paolo Gobbi

marmisa Santi

Indirizzo

Antiquarium Pitinum Mergenswww.comune.acqualagna.ps.it Corso Roma, 47 61041 Acqualagna Tel. 0721/796741 Fax 0721/799044

Orario di apertura

Il museo apre su prenotazione con i seguenti orari:

dal lunedì al venerdì 9,00 – 13,30
il martedì e il giovedì anche apertura pomeridiana 15,00 – 18,00

Durante la Fiera Nazionale del Tartufo, nel periodo che va dall'ultimo weekend di ottobre al secondo weekend di novembre, il museo rimarrà aperto anche il sabato e la domenica con orario continuato dalle 9.00 alle 19.00.

Ingresso

Gratuito

Contatti

Telefono

0721/796726 (Ufficio Cultura); 0721/796741 (Ufficio Turistico); 0721/796740 (Biblioteca)

Fax

0721/799044

Mail

comune.acqualagna@provincia.ps.it

Bibliografia

  • AA.VV. Sulle tracce del passato. Percorsi archeologici nella Provincia di Pesaro e Urbino, a cura di P.L. Dall'Aglio e P. Campagnoli, Arti Grafiche Stibu, Urbania (PU), 2002
  • A. Bianchini, L. Gorgolini, D.Pela, D.Sacco, Panorami di Cultura nella Provincia di Pesaro e Urbino, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI), 2004
  • AA.VV. I Musei delle Marche. Guide Skira, a cura di M.Paraventi, Skira Editore, Milano, 2008
  • AA.VV. Spac, Sistema Provinciale Arte Contemporanea, a cura di Antonella Pompilio, Arti Grafiche Stibu, Urbania (PU), 2009
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