Il museo illustra il legame tra l'analisi stratigrafica dell'area umbro-marchigiana e le forme di antropizzazione che si sono succedute nei secoli.
Il visitatore potrà apprendere l'uso che l'uomo ha fatto delle rocce, come queste abbiano contribuito al modellamento del paesaggio e quanto abbiano influito sulle attività di insediamento e di sviluppo delle comunità nel territorio di Cantiano.
Le pietre selcifere diventano gli utensili primitivi del Paleolitico.
La pietra corniola lavorata in potenti blocchi dagli architetti romani regge ancora oggi i ponti dell'antica via Flaminia ed in tempi più recenti diventa la materia prima della fabbrica cantianese di mole per mulini ad acqua.
L' arenaria delinea ed orna i portali di chiese e di palazzi signorili.
Una parte del museo è dedicata all'esposizione di alcuni calchi di esemplari di ammoniti, provenienti in gran parte dalla collezione del geologo Tobia Morena, al quale è dedicata la sezione del museo.
Il pezzo forte del museo è "Ugo", un esemplare di dinosauro ricostruito grazie al ritrovamento ed allo studio delle impronte fossili rinvenute casualmente in uno strato di roccia alle pendici del Monte Catria. Un rettile, Accoriichnus Natans, vissuto probabilmente in età Medioliassica.
Il museo è strettamente legato al territorio e alla Via Flaminia.
I materiali conservati, provengono dal territorio e costituivano le collezioni di cultori e appassionati locali.
Il nucleo più consistente appartiene alla collezione di Giulio Cesare Corsi, cittadino di Cantiano, ora scomparso, a cui è dedicato il museo.
Esso si articola essenzialmente in quattro sezioni:
In mostra, nella sezione Preistorica, una collezione di manufatti in selce, legati alla caccia.(Gli oggetti esposti sono in gran parte manufatti di piccole dimensioni perchè frutto di raccolte di superficie).
La sezione Preromana è limitata, sporadici ritrovamenti, qualificano la zona di Cantiano, quale area di confine tra: la cultura umbra e picena. Di particolare interesse il bronzetto di un guerriero con elmo tipo Negau, una statuetta votiva, databile intorno al 480 a.C.
I reperti della sezione Romana sono in prevalenza utensili domestici, elementi di rivestimento o da costruzione molto frammentari, provenienti dagli insediamenti sparsi, soprattutto piccole fattorie.
Gli insediamenti nel territorio di Cantiano sono legati alla Lex Flaminia de agro Gallico et Piceno viritim dividundoe all'apertura nel 220 a.C. della strada consolare Flaminia, a cui seguì lo stanziamento di coloni romani in fattorie sparse.
Di particolare interesse, il cippo miliario in granito nero: non si hanno notizie certe circa l'originaria collocazione, in relazione alla strada consolare Flaminia. Rinvenuto, alla fine del XIX sec., la sua funzione era quella di indicare la distanza, in miglia, da Roma, come si deduce dal testo graffito.
Sul cippo è riportata la dedica ai due Cesari, Valerio Severo e Massimino Daia, i quali rivestirono tale carica tra il 305 ed il 306 d.C.
La sezione Medioevale, raccoglie oggetti di piccole dimensioni, in gran parte legati alla guerra, come punte di freccia, punte di lancia, monete, ma anche elementi architettonici legati alla presenza religiosa.
La raccolta testimonia le vicissitudini del territorio di Cantiano nel periodo Medioevale documentando:

Sabato, domenica e festivi: 16.30 - 19.30
Il museo apre su prenotazione
EUR 1,00
Gratuito per ragazzi fino a 14 anni e adulti oltre 65 anni
Telefono
0721/788484 (Ufficio turismo)