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Provincia di Pesaro e Urbino
Sito in fase di aggiornamento a seguito del riordino delle Province (L. 56/14 e L.R. Marche 13/15)

Centro di documentazione archeologica e sentiero Santa Croce

Cenni storici

Il Centro è stato aperto nel 1997 dal Comune di Pesaro e dalla locale Circoscrizione, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologica delle Marche, del Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna e della vicina Circoscrizione comunale di Fano.

Sede e descrizione delle raccolte

Il Centro è stato pensato e realizzato in una prospettiva di "museo diffuso", per cui si propone come polo di richiamo e sollecitazione per la conoscenza del territorio novilarese nei suoi aspetti archeologici, storici, architettonici, ambientali e naturalistici.

Per questo, suo elemento complementare è il vicino Sentiero Santa Croce, un sentiero attrezzato con pannelli didattici, che ha inizio dal luogo della necropoli picena e scende lungo la valle dei Condotti, così detta per la presenza dei pozzetti di ispezione dell'acquedotto romano che serviva Pisaurum e che è rimasto in uso fino a pochi decenni orsono, assicurando alla città moderna parte del fabbisogno idrico.

In corrispondenza dei campi coltivati dei vecchi fondi Servici e Molaroni, sono collocati due pannelli dedicati rispettivamente alla Civiltà Picena e alla necropoli novilarese, scavata negli anni 1892-93 da Edoardo Brizio, Direttore degli Scavi e Musei d'Antichità per l'Emilia, le Marche e l'Abruzzo, nonché docente di Archeologia presso l'Università di Bologna, e nel 1912 dal suo allievo Innocenzo Dall'Osso, Soprintendente alle Antichità delle Marche e dell'Abruzzo.

Proprio nell'ottica di questa valorizzazione del "museo diffuso" e per acquisire ulteriori elementi storico-archeologici relativi a questo sepolcreto, che rimane la più importante attestazione picena a nord di Ancona, di recente la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche ne ha ripreso lo scavo.

Più a valle un altro pannello illustra le caratteristiche tecniche e il tracciato dell'acquedotto romano.

Nel tratto intermedio, dove il sentiero suggestivamente si incassa tra alte pareti coperte da una fitta vegetazione, quasi da sembrare una "tagliata" etrusca, altri quattro pannelli danno indicazioni sulla geologia, la geografia, la fauna e la flora dell'area.

Il Centro di Documentazione si trova all'interno del "castello" di Novilara, uno dei più integri esempi di borgo fortificato rinascimentale del territorio pesarese, posto in un sito d'altura che domina le vallate del Foglia, dell'Arzilla e un ampio tratto del litorale adriatico.

All'interno sono allestite due sale.

Nella prima sala i pannelli didattici illustrano il territorio nei suoi aspetti geologici e geomorfologici e le caratteristiche della Cultura Picena in quest'area, testimoniata dalla necropoli nei poderi Molaroni e Servici, dagli insedamenti d'altura di Monte Giove e San Costanzo, dai materiali rinvenuti a Roncosambaccio e dall'insediamento protostorico di Pesaro.

Altri pannelli informano sulla scoperta e l'esplorazione della necropoli di Novilara, sulla tipologia dei corredi recuperati dai poderi Molaroni e Servici e sulle note stele rinvenute nella zona. Di queste, ora conservate al Museo Preistorico ed Etnografico "L. Pigorini" di Roma e nel vicino museo Oliveriano di Pesaro, sono esposti i calchi.

Nella seconda sala troviamo i corredi di tre tombe picene novilaresi, già conservati al museo Oliveriano e costituiti da vasellame d'impasto di produzione locale, tazze biansate e kothon (una tipica tazza a corpo lenticolare con ansa a maniglia rialzata e bottone terminale, decorata da motivi geometrici incisi), armi e ornamenti personali in bronzo e in ferro.

In una seconda vetrina si trovano resti scheletrici (crani e ossa lunghe) di alcuni degli inumati della necropoli.

Il loro studio ha dato importanti informazioni relative alle caratteristiche morfologiche e metriche, allo stato di salute e alla dieta alimentare della popolazione novilarese. Ad esempio, in genere l'età media della morte si aggira sui 36 anni, con molti decessi avvenuti fra i 20 e i 29 anni, in prevalenza fra soggetti femminili. La statura media degli uomini era di circa 166 cm, quella delle donne di circa 155 cm, con un dimorfismo di 11 cm analogo a quello presente nelle attuali popolazioni; frequenti sono i casi di artrosi. Nelle donne il forte sviluppo delle inserzioni muscolari a livello degli arti superiori è correlabile allo svolgimento continuativo di pesanti lavori manuali, quali la filatura e la tessitura al telaio e le attività domestiche in genere. Negli uomini questo dato, associato a un analogo forte sviluppo della muscolatura degli arti inferiori, sembra riferibile non solo a gravose attività lavorative, come l'agricoltura e la caccia, ma anche all'esercizio della guerra. Significativi in tal senso sono la lesione da arma da taglio sulla parte posteriore del cranio dell'inumato della tomba 90 del sepolcreto Servici, nonché la presenza fra gli oggetti del suo corredo di un pugnale in ferro e di una punta di lancia che lo connotano come guerriero.

Altri pannelli illustrano poi le vicende della romanizzazione della valle del Foglia, con la nascita del lucus Pisaurensis negli ultimi decenni del III secolo a.C., la coeva formazione di un primo aggregato romano alla foce del Pisaurus, sul sito già frequentato in età picena e la fondazione della colonia di Pisaurum nel 184 a.C..

Ci si sofferma anche sulle caratteristiche dell'organizzazione territoriale caratterizzata dal regolare disegno della centuriazione nell'area di fondovalle e, in genere, da un diffuso insediamento sparso. Questo si incentrava su villa e fattorie, volte ad un intenso sfruttamento delle grandi potenzialità agricole del territorio. Alla fase romana e alla sua prevalente attività economico-produttiva è riferibile il grande dolio esposto nell'ingresso del Centro. (Gabriele Baldelli - Paolo Campagnoli).

Bibliografia

  • AA.VV. Sulle tracce del passato. Percorsi archeologici nella Provincia di Pesaro e Urbino, a cura di P.L. Dall'Aglio e P. Campagnoli, Arti Grafiche Stibu, Urbania (PU), 2002

Indirizzo

Centro di Documentazione Archeologica e Sentiero Santa Croce Novilara Pesaro
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