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Provincia di Pesaro e Urbino
Sito in fase di aggiornamento a seguito del riordino delle Province (L. 56/14 e L.R. Marche 13/15)

Castello Brancaleoni e Museo civico

Sede e descrizione delle raccolte

Il Castello Brancaleoni è un’imponente costruzione medievale-rinascimentale con le sue 130 stanze. L’ingresso gotico del Castello è sormontato dalla Torre dell’Orologio con il peculiare andamento antiorario. Entrati ci si trova nella Piazza Pubblica dove si può percorrere la Via Pubblica e il corridoio a cielo aperto della parte residenziale privata, visitare la Chiesa ottagonale di San Carlo Borromeo ricca di stucchi, affreschi e con … il passaggio segreto.

Il cortile d’onore, ideato e fatto costruire dal Conte Guido Antonio I, capitano del Duca Federico di Montefeltro, risale al decennio 1470-80, infissa nella parete sud del cortile si trova lo stemma del Duca di Urbino, consegnato ai Brancaleoni dallo stesso Federico dopo la concessione del titolo ducale nel 1474. Questo cortile rettangolare, circondato da un portico ad arcate sostenute da colonne doriche, richiama il più ampio e maestoso cortile del Palazzo di Urbino.

A piano terra è ospitato il “Museo degli antichi mestieri” dove fanno bella mostra i telai settecenteschi per la produzione artigianale del tappeto artistico di Piobbico  e sono conservate le essenze naturali per la colorazione della lana (per es. il guado), oltre agli altri strumenti della civiltà contadina (carbonaio, falegname, fabbro, ecc.)

Nell’Appartamento del Leon d’Oro, antica residenza privata dei conti,  si possono ammirare le splendide sale decorate con affreschi e stucchi di fine cinquecento, tra i quali si annovera il pregevole Presepe di Federico Brandani. Nelle sale dell’appartamento nobile si trova la Camera Greca, camera del Conte Antonio II, affrescata con episodi di storia e mitologia greca, realizzati nel 1585, e la Camera Romana con affreschi tratti dalla storia romana, il “Ritratto di famiglia” e “Il paese e il castello di Piobbico” entrambi realizzati nel 1574, oltre ai “Camerini privati di preghiera” con affreschi rappresentanti scene del Nuovo e Antico Testamento.

L’ala ovest del castello è caratterizzata dalla cosiddetta “Fuga di stanze”, prospettiva tipica dell’architettura rinascimentale, dove, grazie alle 11 stanze poste in successione, si può attraversare con uno sguardo tutto il fronte che dà sul paese.

Nelle sale della dimora medievale affacciate sul secondo cortile interno, si trova l’esposizione delle ceramiche ritrovate all’interno del castello, reperti archeologici, una raccolta di numismatica, e la sezione ornitologica con esemplari della fauna tipica del Monte Nerone, tra cui l’aquila reale e il gufo reale.

La parte più antica del complesso ospita il ricco Museo dei FOSSILI del Monte Nerone (oltre 5000), classificati e razionalmente, divisi hanno un’età compresa tra 2 e 200 milioni di anni, e, nei sotterranei, la sezione speleologica con la ricostruzione di un esemplare di Orso Spelaeus, vissuto trecentomila anni fa, e della grotta nel Monte Nerone dove ne sono stati trovati oltre cinquanta.

Altro da visitare a Piobbico

Altre testimonianze della storia e dell’arte di Piobbico:

Le Strutture romane e medievali

Le strutture antiche sono state ritrovate durante i lavori di restauro di una casa del centro storico di Piobbico. Al centro dell’area di sedime della casa è venuta alla luce una fornace, che presenta due (ma forse anche tre) camere di cottura distinte ed un complesso ed interessante sistema per il convogliamento dell’aria calda. Sono conservati gli archi in laterizio che sostenevano il piano di cottura e le due bocche di alimentazione, che si aprono in un muro a conci di pietra, che funge ad un tempo da contenimento e da facciata.

Le chiese di Piobbico sono una testimonianza non solo della religiosità del territorio ma anche della storia e dell’arte che qui si sono sviluppate nel corso del tempo

Chiesa di S. Stefano

Reca il titolo di un’antica chiesa, già esistente nel XIII secolo, situata in località Finocchieto.

L’attuale rifacimento neoclassico, risale alla fine del XVIII secolo, ma conserva opere pregevoli provenienti dall’antica sede. Celebri le tavole del Riposo della Sacra Famiglia durante la Fuga in Egitto, opera di F. Barocci e la serie di statue di profeti e personaggi biblici, attribuiti allo scultore F. Brandani.

All’interno della Chiesa: Il riposo della Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto (Federico Barocci 1570 c.)

Questa tela è una delle opere più raffinate dipinte da Federico Fiori detto il Barocci da Urbino (1535-1612); misura cm 190×125 ed è la più grande delle tre versioni che il Barocci dipinse con lo stesso soggetto, di cui una conservata nella Pinacoteca Vaticana. Dipinta a “guazzo”, cioè una mescolanza di olio e di tempera, utilizzando quest’ultima soprattutto nel paesaggio, nel cielo e nel manto della Madonna; ne consegue una trasparenza, una luminosità dei colori ed una levità del paesaggio che non è possibile riscontrare nel dipinto ad olio della Pinacoteca Vaticana.

Santuario di S. Maria in Val d’Abisso

È il più antico edificio di culto del territorio piobbichese e risale almeno all’XI secolo: sorge proprio ai piedi del Nerone, ove secondo la tradizione sarebbe stata rinvenuta l’immagine della Madonna conservata al suo interno. L’impianto attuale, riferibile ai secoli XV e XVI, ospita una pala di Raffaellin del Colle e tele di scuola baroccesca, oltre ad affreschi di scuola umbromarchigiana.

L’interno del Santuario è ad unica navata in stile romanico con il soffitto a capriate. Nell’abside a costoni si ammira un crocifisso di maiolica, a sinistra dell’altare maggiore è collocato un affresco cinquecentesco raffigurante la Vergine con il Bambino.

Chiesa di Sant’Antonio

Nata a concepimento di un voto del conte Antonio Brancaleoni alla fine del XIV secolo, la chiesa domina il mercatale, risultato dall’ampliamento dell’antico borgo a ridosso del fiume Candigliano.

Chiesa di San Pietro al Borghetto

Sede della Compagnia del S.S. Sacramento fondata nel 1562, l’edificio è documentato sin dal 1348.

Era la chiesa dell’antico borgo medievale, ma fu ristrutturata nel XVII secolo, come attesta ancora l’iscrizione in una pietra angolare datata 1649.

Indirizzo

Museo Civico Brancaleonihttp://www.castellobrancaleoni.it Via Brancaleoni 6
c/o Castello Brancaleoni
61046 Piobbico
Tel. 0722 99120 Mob. 333 3886193 Fax 0722 99120

Orario di apertura

Festivi: 10.30- 13.00 e 15.30 - 18.30

Feriali: 9.00 - 12.00 e 15.30 - 18.30

Da novembre al 1° aprile: chiuso il lunedì


info@castellobrancaleoni.it

Ingresso

€ 4,00 intero

€ 2,00 ridotto per gruppi di minimo 15 persone

Altri contatti

Visite guidate su prenotazione per singoli o gruppi: 333 3886193 info@castellobrancaleoni.it

0722 986225 (Comune)

Bibliografia

  • Comune di Piobbico, Comune di Piobbico, [In rete] www.comune.piobbico.pu.it/index.php (8 ottobre 2010)
  • Castello Brancaleoni [In rete] www.castellobrancaleoni.it (28 maggio 2015)
  • A. Bianchini, L. Gorgolini, D.Pela, D.Sacco, Panorami di Cultura nella Provincia di Pesaro e Urbino, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI), 2004
  • AA.VV. I Musei delle Marche. Guide Skira, a cura di M.Paraventi, Skira Editore, Milano 2008
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