Le strutture antiche sono venute alla luce durante i lavori di restauro di una casa del centro storico di Piobbico.
Al centro dell’area di sedime della casa è venuta alla luce una fornace, che presenta due (ma forse anche tre) camere di cottura distinte ed un complesso ed interessante sistema per il convogliamento dell’aria calda.
Sono conservati gli archi in laterizio che sostenevano il piano di cottura e le due bocche di alimentazione, che si aprono in un muro a conci di pietra (lungo m 4 e assai dissestato), che funge ad un tempo da contenimento e da facciata.
Nonostante vi siano reimpiegate tegole romane, ma di scadente qualità, le dimensioni dei mattoni (cm 30x14-15x7-8) e il tipo di malta fanno pensare ad una datazione fra tardo Medioevo e Rinascimento.
Ancora all’interno dei muri perimetrali dell’abitazione, verso l’angolo est ed a circa m 2 dal solaio del piano terra, è stata ritrovata una seconda fornace simile alla precedente.
La fornace è circondata da un muro di contenimento in opus quadratum (denominato muro I), alto m 2,10-1,60, spesso cm 60, lungo m 5, al cui centro si apre un arco in mattoni che costituisce l’ingresso della camera da fuoco.
Il muro di contenimento della fornace prosegue in modo perpendicolare al muro I, verso ovest, per una lunghezza di m 2,20 e per un’altezza di m 2,30-1,50 (muro L).
Ne consegue che le due fornaci si affacciano su un cortile di cui conosciamo tre pareti in pietra; si è poi intravista, sotto l’angolo est della casa parte di una terza fornace, che si estende probabilmente sotto la strada che attualmente circonda l’abitazione.
Si tratta quindi di un vero e proprio quartiere industriale situato sotto la Rocca Brancaleone e collegato al nucleo principale della Piobbico medievale (che sta sull’altra sponda del Candigliano) mediante un ponte.
Nell’angolo nord dell’abitazione è stato rinvenuto un piano di tegole romane (m 2,60x1,10), sul quale erano ap-poggiati spicchi triangolari di colonne e suspensurae.
All’esterno dell’abitazione si è scavato per una profondità di 4-5 m per la realizzazione del garage.
Durante lo scavo è venuto alla luce, di fronte alla soglia d’ingresso della casa, un muretto in pietra, ciottoli e tegole, alto cm 25-45, largo cm 60 e lungo m 5,60, nei pressi del quale si estendeva uno strato di crollo.
Sotto la facciata della casa verso il giardino era situato un pilastro quadrangolare in tegole.
A sud-ovest dell’abitazione è stata rinvenuta la sottofondazione di una struttura muraria in scaglie di pietra, tegole e mattoni con – nella parte superiore, conservato solo in alcuni tratti - un piano di tegole su cui poggiano dei blocchi di pietra.
Sia all’esterno che all’interno dell’abitazione è stata raccolta cera-mica romana (comune e sigillata) e post-classica in stratigrafie non sempre di facile lettura; inoltre, non avendo recuperato materiale sicuramente connesso alle fornaci, non è possibile precisare il tipo di produzione, che poteva anche essere diversificato.
