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Provincia di Pesaro e Urbino
Sito in fase di aggiornamento a seguito del riordino delle Province (L. 56/14 e L.R. Marche 13/15)

Palazzo Ducale

Visite guidate estate 2011

ogni domenica dal 5 giugno al 25 settembre 2011

Nel 2011, per la prima volta, il palazzo è interamente visitabile al pubblico.

È previsto un doppio turno di visite guidate - alle 9,30 e alle 11,00
Le visite sono effettuate in lingua italiana; è possibile prenotare il servizio (per gruppi già costituiti) anche in lingua inglese, francese o tedesca.

Giorni ed orari di visita potrebbero subire variazioni. Rivolgersi sempre all'organizzazione.

Le visite guidate, al costo di euro 5,00 a persona (gratuito fino a 10 anni), sono curate dalla cooperativa Isairon.

E' richiesta la prenotazione: on line compilando il form all'indirizzo www.isairon.it oppure telefonando al 338.2629372 oppure inviando una email all'indirizzo: info@isairon.it

Il Palazzo Ducale di Pesaro è il più importante edificio rinascimentale della città. Eretto da Alessandro Sforza nel XV sec., fino al 1631 fu il palazzo dei Della Rovere, i nuovi duchi di Urbino, che trasferirono a Pesaro la corte e che incrementarono i volumi dell'edificio, fino ad occupare l'intero l'isolato.

Notizie Storiche

Il palazzo, il più antico dei quattro che sorgono ai lati di piazza del Popolo, fu costruito a più riprese dai Signori che governarono la città nel periodo fra 1285 e il 1625: i Malatesta, gli Sforza e i Della Rovere. Il nucleo originario si deve probabilemente ai Malatesta (1285-1445) e precisamente a Malatesta dei Sonetti (1368-1429). Alessandro Sforza per primo (duca dal 1445 al ’73) volle ampliare la dimora ducale per adeguarla alle esigenze di una moderna corte rinascimentale, iniziando l’ampia ristrutturazione che inglobò la parte malatestiana entro un corpo di fabbrica affacciato sulla piazzacon altre tre edifici disposti intorno ad un cortile quadrangolare. Il figlio Costanzo (1473-’83) continuò ad abbellire la corte chiamando presso di sé artisti illustri come lo scultore pistoiese Domenico Rosselli che scolpì porte, camini e finestre poi andati distrutti ad eccezione delle finestre del Salone Metaurense. Solo il corpo frontale della dimora sforzesca si è conservato, anche se con alcune modifiche. Della facciata la parte più integra è quella inferiore con un ampio porticato in sei arcate; la parte superiore ha subìto modifiche molto più radicali. La merlatura che corona l’edificio, più volte modificata, fu sostituita da un cornicione nel 1774; l’attuale, del 1926, è di proporzioni molto più vistose rispetto a quella quattrocentesca. Le arcate delimitano un’ampia loggia aperta con volte a crociera che si ripetono nel vestibolo. Tracce quattrocentesche ritornano nella Sala Laurana. Eventi bellici insieme con l’incendio del 1514 danneggiarono pesantemente la dimora sforzesca. I Della Rovere, nuovi signori di Pesaro (1513-1625), dovettero provvedere prima di tutto alla ricostruzione. Tra il 1523 e il ’32, Francesco Maria I affidò i restauri a Girolamo Genga che ristrutturò integralmente i palazzi sforzeschi senza modificarne l’estensione. Con Guidubaldo II (1538-’74) i lavori proseguirono verso la metà del ’500 affidati al figlio di Girolamo, Bartolomeo, che rivide integralmente l’assetto degli interni e completò l’ala lungo il corso fino a via Barignani, iniziando la costruzione a pianterreno dei botteghini per gli artigiani. Le nozze del duca con Vittoria Farnese nel 1548 furono un’ulteriore occasione per ampliare e abbellire il palazzocui venne dato un aspetto sfarzoso grazie anche al contributo di artisti come Federico Brandani, Taddeo Zuccari e Ludovico Carracci. Tra il 1562-’65 venne edificato, sotto la direzione di Filippo Terzi, il corpo posteriore lungo via Barignani. Guidubaldo portò a compimento il progetto paterno di uguagliare in fasto gli altri principi italiani; dopo di lui Francesco Maria II (1574-1625) - in vista delle nozze del figlio Federico Ubaldo con Claudia de’ Medici - affidò nel 1616 a Niccolò Sabbatini la costruzione dell’ala tra la piazza e via Zongo adibendola ad appartamento del figlio. Con Francesco Maria II inizia tuttavia la lenta e progressiva decadenza della corte che investirà l’intero ducato. La morte immatura di Federico Ubaldo determinò la fine dei Della Rovere. Con il cortile d’ingresso si entra nella parte cinquecentesca fatta costruire dai Della Rovere; agli interni si accede dalla sala d’attesa caratterizzata da un camino di Bartolomeo Genga ma è nel Salone Metaurense che l’apoteosi della famiglia raggiunge l’apice. Tra gli spazi esterni rovereschi ci sono, oltre al cortile d’ingresso, il cortile della "caccia" e il giardino segreto. Dopo la devoluzione del Ducato alla Santa Sede nel 1631, il palazzo è divenuto abitazione dei cardinali legati causando la decadenza di gran parte degli appartamenti. Per tutto il ’700 numerosi sono stati i danni dovuti a cause naturali e umane. Solo verso la metà dell’800 si è avuta una piccola rinascita del palazzo dovuta ai prelati che commissionarono a Romolo Liverani le decorazioni delle cinque sale del corso. Dopo la proclamazione del Regno d’Italia, il palazzo è divenuto - e lo è tuttora - sede degli uffici della Prefettura. Dal 1920 al 1936 ospitò i Musei Civici prima della loro sistemazione definitiva in palazzo Toschi Mosca.

Palazzo Ducale - ingresso
Palazzo Ducale - ingresso
Palazzo Ducale - facciata
Palazzo Ducale - facciata

Patrimonio

Fra le note artisticamente più pregevoli del palazzo si trovano: il notevole camino della sala d’aspetto, opera di Federico Brandani raffigurante una corsa di bighe intorno alle mura roveresche e i due putti laterali ad esso di Domenico Rosselli (1439-1497); gli eleganti arabeschi delle due sale che precedono il salone metaurense; il camerino da bagno, detto di Lucrezia Borgia moglie di Giovanni Sforza, con i suoi splendidi stucchi policromi (XVI sec.). Fra le più significative personalità artistiche che operarono nel palazzo, si segnalano gli architetti ducali Girolamo e Bartolomeo Genga, Filippo Terzi e Niccolò Sabbatini, lo scultore Federico Brandani, i pittori Taddeo Zuccari e Ludovico Carracci.

Stato attuale

Il palazzo è sede della Prefettura e risulta in eccellenti condizioni di conservazione. In anni recenti si collocano interventi di ripulitura della facciata, il recupero di pitture e marmi e varie operazioni di restauro delle parti interne.

Finalità

Dopo la devoluzione del ducato alla Santa sede nel 1631, il palazzo è divenuto abitazione dei cardinali Legati. Per tutto il ’700 numerosi sono stati i danni dovuti a cause naturali e umane. Successivamente alla proclamazione dell’Unità d’Italia è divenuto sede della Prefettura. All’interno del braccio sinistro dell’edificio che conduce all’imponente salone Metaurense, vi sono le due sale decorate da arabeschi che accolgono il gabinetto del Prefetto della Provincia. Al piano terra, subito dopo l’ingresso principale, si colloca la Sala Laurana che ospita mostre ed esposizioni di vario tipo; stessa funzione spetta al Salone Metaurense che, oltre ad essere sporadicamente luogo di incontro per i membri di club privati pesaresi in occasione di eventi di particolare rilievo, può essere sede di esposizioni e mostre.

Indirizzo

Palazzo Ducale Piazza del Popolo 61100 Pesaro Tel. 0721.386111
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